Cosa è la propoli?

propoli 1

Cosa è la propoli?

ottenuta dalle api tramite la selezione raccolta di particolari resine vegetali soprattutto dalle gemme apicali dalle ferite dei tronchi, ma anche su alcune scorze, e ferite vegetali queste particolari sostanze vegetale nascondono un incredibile segreto, e poi successivamente lavorata con enzimi unici delle api dopo essere schermate con un sottile strato di cera d’api.

 

Propoli

Una sinergia unica in natura tra flora e fauna. La sua complessa e misteriosa origine è dovuta alla ricchezza dei suoi contenuti. In natura non esiste una sola varietà di propoli perché la sua composizione varia per diversi fattori, primo tra tutti la flora, poi l’habitat e la stagione. Le api utilizzano per la raccolta molte varietà di piante pioppi, betulle, salice, cipresso, quercia o eucalipti, olmo, frassino, castagno, ippocastano, prugno abete rosso, e sarebbe impossibile catalogarle tutte.

Nel perfetto mondo organizzato dell’alveare, la raccolta e gestione della propoli è affidata alle api bottinatrici anziane “le più esperte” che individuano e successivamente prelevano la resina nelle ore più calde (dalle 10 alle 18 nel periodo estivo) della giornata quando è più morbida e facile da lavorare con le mandibole, per completare la “produzione” di propoli e per renderla facilmente utilizzabile per l’impiego nell’alveare, l’ape la arricchisce con degli enzimi e la impasta con della cera.

All’interno dell’alveare la propoli riveste due importanti funzioni: è un materiale “multiuso” ed un potente antibatterico. Si può definire materiale multiuso in quanto le api lo utilizzano come materiale da costruzione per saldare I telai nell’arnia, sigillare, isolare, tappare o ridurre buchi del nido, grazie alla sua natura e consistenza.


La funzione antibatterica è molto interessante anche per l’uomo e, molto probabilmente, proprio osservando le api abbiamo cominciato a studiare questa fantastica resina. Nel cuore dell’alveare sono poste le cellette dove l’ape regina depositerà le preziose uova; proprio queste zone e soprattutto le cellette, vengono sterilizzate e rivestite di propoli per evitare il proliferare dei batteri. In un articolo pubblicato su Scientific American, il Dott. Morse, ci parla del perfetto mantenimento dello stato eubiotico dell’alveare nonostante I 35°C e l’alta densità abitativa (2 api ogni 3 centimetri quadrati) grazie alla propolis.

insetto propolizzato

Un uso antibatterico ancora più interessante capita abbastanza spesso in natura:se un predatore o un ospite indesiderato entra dentro l’alveare come ad esempio un topo o una farfalla della cera o anche una piccola lucertola, le api dopo averlo colpito a morte per difendere l’alveare, si trovano ad avere un grosso problema: come trasportare fuori il cadavere pesantissimo del predatore prima che questo sviluppi marcendo batteri pericolosi? Semplice: non lo spostano affatto, lo propolizzano completamente mummificandolo ed evitando così il proliferare dei batteri.

Particolare menzione merita il gruppo dei flavonoidi che sono contenuti in grande quantità nella propoli (fino al 20% del peso). L’ape modifica la struttura dei flavonoidi, originariamente presenti nelle piante, togliendo gli zuccheri contenuti nel composto organico grazie agli enzimi prodotti dalle loro ghiandole salivari.

La propoli ha proprietà:

antibiotiche (batteriostatiche e battericide)
anti-infiammatorie
antimicotiche
antiossidanti ed anti-irrancidenti
antivirali
anestetiche
riepitilizzanti e cicatrizzanti
antisettiche
immunostimolanti
vasoprotettive
antitumorali

Note storiche

È molto probabile che, presso gli Egizi, la propoli fosse una delle sostanze usate per la mummificazione (la “resina” che viene citata nelle fonti storiche). Più tardi è stato utilizzato come vernice per strumenti musicali dai maestri liutai, il più famoso dei quali è Antonio Stradivari. La propoli viene utilizzato in apiterapia, disciplina ancora relegata ad un ruolo di secondo piano all’interno delle medicine alternative, anche se negli ultimi anni si sono incrementati notevolmente gli studi scientifici da parte della medicina. Viene utilizzato anche nella produzione di caramelle e in soluzione alcolica contro il mal di gola e le infezioni orali. In virtù delle innumerevoli attività benefiche, prodotti a base di propoli sono ammessi anche in agricoltura per la difesa delle colture. In particolare, si sfruttano le seguenti azioni:

Antisettico: contenimento in modo naturale di vermi (antielmintico) batteri (antibiotico) e di funghi (antimicotico), accentuazione delle auto-difese delle piante, riduzione della formazione delle gommosi fisiologiche delle drupacee
Protettivo: formazione di una pellicola cerosa idrorepellente di difesa sulla superficie dei frutti che ostacola lo sviluppo dei patogeni
Cicatrizzante: rapido asciugamento e cicatrizzazione delle ferite provocate da tagli di potatura, eventi climatici, (grandine, vento, ecc.), punture di insetti.
Attrattivo per le api: la caratteristica profumazione attrae gli insetti impollinanti favorendo una naturale fecondazione del fiore (la presenza di boro favorisce l’allungamento del budello pollinico).